Gianni Di Milia

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Gianni Di Milia

curriculum

Mi chiamo Gianni Di Milia.

Forse, in realtà, ho iniziato molto prima a diventare quello che sono.

Da bambino guardavo le cose con una sensibilità difficile da spiegare.
Mi fermavo davanti alle forme della natura, ai volti, agli oggetti, alle tracce lasciate dall’uomo. Cercavo qualcosa oltre la superficie, qualcosa che potesse ancora sorprendermi.

Credo che tutto sia cominciato lì.

Da un foglio bianco.
Da una mente che osserva e immagina.
Dal bisogno, ancora oggi intatto, di trasformare ciò che vedo in qualcosa che possa essere sentito.

La mia vita ha attraversato strade diverse, a volte lineari, più spesso tortuose. Ho studiato Scienze Economiche e Bancarie, laureandomi con una tesi sperimentale sulla libertà di stampa e la tutela della privacy. Poi ho incontrato il giornalismo, la scrittura, le parole.

Sono stato praticante pubblicista nello studio di un giornalista RAI di Taranto e, successivamente, ho collaborato con una testata giornalistica online.

È stato allora che ho iniziato a muovermi tra due mondi che, apparentemente, sembravano lontani: le parole e le immagini.

Ho cominciato a scrivere, ma anche a costruire siti web.
A cercare il modo in cui un’idea potesse diventare una pagina, una forma, uno spazio.

La curiosità mi ha portato verso la grafica e il mondo digitale. Ho studiato, frequentato corsi, sperimentato strumenti e linguaggi. Ho imparato soprattutto continuando a osservare.

Perché la curiosità, per me, è sempre stata una sorta di formazione.

Poi sono arrivati gli anni del lavoro.
Le strade necessarie.
Le deviazioni.
Le cose che si fanno perché bisogna farle.

Eppure, sotto tutto questo, continuava a esserci quella stessa inquietudine: il desiderio di creare.

A un certo punto ho capito che non potevo più considerare quella parte di me come qualcosa di secondario. Dovevo darle spazio. Dovevo darle un nome, una direzione, una forma.

Così il lavoro ha cominciato lentamente a coincidere con la passione.

Parallelamente, dopo un master sui Bisogni Educativi Speciali, ho incontrato l’insegnamento e la formazione professionale, lavorando con persone con disabilità e appartenenti a categorie protette.

È stata un’altra forma di conoscenza.

Un incontro con l’umanità più autentica.
Con le fragilità.
Con le possibilità.

Ho imparato che ogni persona contiene qualcosa che non si vede immediatamente. E che spesso è proprio lì, nel dettaglio apparentemente invisibile, che si nasconde la parte più preziosa.

Forse è anche per questo che, dopo tanto tempo, ho trovato il coraggio di aprire quel vecchio Moleskine.

Dentro c’erano poesie scritte anni prima. Pensieri rimasti chiusi, parole che avevano aspettato.

Le ho raccolte in un libro:
Parusia. Palingenesi. Romitorio.

Un piccolo gesto di esposizione.
Un modo per lasciare uscire qualcosa che per troppo tempo era rimasto dentro.

Da allora continuo a muovermi tra linguaggi diversi, attraversando immagini, parole, suoni e corpi. Le collaborazioni con altri creativi sono diventate parte di questo viaggio: incontri capaci di generare nuove domande, nuove forme, nuove possibilità.

Disegno. Grafica. Musica. Teatro. Poesia. Scrittura. Ecologia.

Non sono semplicemente interessi.

Sono territori.

Sono il mio humus.

Il terreno invisibile da cui nascono le cose che faccio e, forse, anche quelle che ancora non so di voler fare.

Oggi considero il mio lavoro come una naturale prosecuzione di ciò che sono. Un tentativo continuo di dare forma alle emozioni, alle idee, alle intuizioni. Di trasformare uno sguardo in un’immagine, un pensiero in una parola, un’emozione in una possibilità.

Continuo a guardare.

Continuo a cercare.

Continuo a stupirmi.

Perché, in fondo, credo che la creatività nasca proprio da questo:
dal rifiuto di considerare il mondo già visto.

E dalla consapevolezza che ciò che rende ogni cosa veramente unica non è ciò che mostra a tutti.

Ma ciò che attende di essere scoperto.

La bellezza — della differenza — è nel dettaglio.

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Prima edizione

Parusia
Palingenesi
Romitorio

da La Gazzetta di Modena del 26 Giugno 2023
inserto “Notizie Buone” di Laura Solieri

Ogni veicolo di comunicazione serve alla diffusione di messaggi, anche di valenza sociale, e a smuovere sentimenti.
Lo sa bene Gianni Di Milia, che vive tra Modena e Camposanto e recentemente, insieme alla fotografa Marianna Grandi e alla social media manager Nunzi Pandolfi, ha ri-generato il progetto madidus Studio Grafico in Madidus Collettivo Kreativo con una nuova sede in Via Braghiroli 17 a Modena.
“Mi piace indagare tutti i sentimenti del vivere, soprattutto in progetti in ambito artistico-culturale – dice Gianni che nel lavoro ha seguito la sua atavica attrazione per la creatività, toccando tutti i campi della computer grafica.
Ad inizio anni 2000 decisi di andare via dalla Puglia, dove sono nato, e per puro caso mi sono ritrovato a Modena.
Ho sempre lavorato a progetti come grafico freelance e da qualche anno è diventata la mia unica occupazione lavorato-sentimentale”.
La passione per la grafica tradizionale si è incanalata nella computer grafica; in passato, Gianni si è occupato di progettazione web per clienti completamente differenti tra loro ed attivi in ambiti molto diversi: “i tre progetti di web design per il cantautore Vinicio Capossela, qualche anno fa, sono quelli che mi hanno appassionato di più, oltre a progetti editoriali con la piccola casa editrice Sartoria Utopia o la creazione di locandine per Laboratori di teatroterapia”.
È nell’osservazione costante di forme, colori, combinazioni e contaminazioni che Gianni trova il suo concetto di bellezza: “La bellezza è armonia, meraviglia ma anche ciò che sollecita la sensibilità di ognuno di noi. Educare alla bellezza è educare alla sensibilità che si tramuta in gioia e reale appagamento umano. È la bellezza che rende l’uomo migliore – sostiene Di Milia che dopo anni di letargo racconta di aver avuto l’ardimento di pubblicare tutte le poesie scritte dai tempi della gioventù fino ad oggi – Il lavoro non mi permette di svolgere attività continuativa di volontariato ma, quando mi è possibile, partecipo ad attività pro-ambiente e cittadinanza attiva.
A suo tempo, mi sono laureato a fine anni Novanta, con calma, proprio perché attratto da attività di volontariato attivo e passionale, soprattutto in associazioni ambientaliste.
Ho sempre seguito l’amore nel lavoro – conclude Gianni – Il cliente respira la cura che ci metto.
Madidus è nata da una mia idea anni fa e lo scopo oggi è portare avanti un Collettivo Kreativo fatto di umanità che crea un melting pot di idee da cui attingere bellezza.
Siamo tutti dei collaboratori, ognuno con le sue peculiarità: la fotografia, la grafica, i video, i social, programmatori che vengono coinvolti ogni volta che si materializza una richiesta”.