Espiando la condanna

Quel dì soffocai un lamento

osservavo con aria attonita

sembrava che ogni gemito scomparisse con un unico gesto

Il dolore aggrediva entrambi i corpi

Ma il mio cuore mediocre ed insensibile

Riuscì ad accogliere solo il vuoto

L’assurdo misfatto m’illuminò in quello stesso istante in cui vidi la mia unica ancora di salvezza

Per tutto quel tempo fui miope

Indifeso e miserevole

E con inesorabile afflizione

Nel buio pesto

Chiesi il perdono a me stesso

 

(Gianni Di Milia)