La distanza dell’essere

La mia essenza è racchiusa lontano 

oltre i monti e le vallate

oltre il mare grigio e burrascoso

nel verde dei prati

negli occhi che brillano

nel cuore che pulsa

nel suono che vola

nella mente che pensa

 

Pensa a quando fuggì dalle spade 

dai giullari e dalle streghe

dai cortigiani e dalle dame

dalla luce

dal calore

dalla stessa vita

 

Vita che non chiese troppo

ma che tutto ottenne

 

Ottenne il miracolo quotidiano

lo sguardo incantato dei vili

la voce flebile degli illusi

il continuo turbinio delle anime

dei corpi e dei sensi

il perdono del peccatore

 

Peccatore che non lottò 

arrendendosi al ricordo

 

Sperare di riprenderti è pura illusione

è cancellare l’anima recondita

è resuscitare dalle proprie ceneri ancora calde

 

adesso, non resta che l’oblio

 

Alla perduta isola

 

(Gianni Di Milia)